giovedì 31 ottobre 2013

In una selva di microfoni …

di
Francesco Zanotti


Non è importante il tema …  E’ l’immagine che impressiona. In una pagina di un giornale (anche qui non importa quale) vi sono le foto di quattro persone con intorno una selva di microfoni. E non sono personaggi di prima fila … Mettetevi nei panni di costoro … Quali sentimenti provereste? Credo proprio l’euforia di essere uno (una) che conta. Poi la voglia di vivere un’altra esperienza nella selva dei microfoni … Quello che dicono? Inevitabilmente, forse inconsciamente, quello che favorirà il crescere un’altra volta intorno a loro di una selva di microfoni … Nani e ballerine si diceva una volta. Ora anche comici e primi attori da cabaret di terz’ordine. Protagonisti mediatici per un giorno. Con la voglia che quel giorno si ripeta.

martedì 29 ottobre 2013

Vi immaginate …

di
Francesco Zanotti


Stavo leggendo stamattina degli sforzi della Ferrari per recuperare il gap di prestazioni con la Red Bull . Vi immaginate che possa farlo senza disporre delle migliori conoscenze tecnologiche disponibili? Vi immaginate che posa farlo senza provare essa stessa a costruire nuove conoscenze tecnologiche?
Ovviamente, no! Non è immaginabile.

Vi immaginate lo sforzo di ricostruire un paese senza usare le migliori conoscenze strategiche, economiche, sociali, politiche e antropologiche esistenti? Alla grande ce lo immaginiamo. E non serve neanche immaginare: basta guardare alla spaventosa ignoranza intorno alle conoscenze strategiche, economiche, sociali, politiche e antropologiche dei nostri leader politici. Ce lo immaginiamo, lo guardiamo e sappiamo che senza usare le migliori conoscenze disponibili otterremmo il successo che otterrebbe la Ferrari se i suoi tecnici fossero tecnologicamente ignoranti: nessuno. Per fortuna della Ferrari i suoi tecnici non sono ignoranti. Per nostra colpa (non sfortuna) i nostri politici, invece sì.

domenica 27 ottobre 2013

Fitoussi … e si può andare anche molto più in là …

di
Francesco Zanotti


Chi l’ha detto che se le persone hanno più soldi consumano di più?
Jean-Paul Fitoussi ne “Il teorema del lampione” sostiene il contrario. Si legge pag. 17 e 18 “La politica di bilancio non può influenzare l’attività economica. Se per esempio lo Stato decide di ridurre la tassazione per rilanciare l’economia, gli agenti economici, osservando la crescita del deficit di bilancio, invece di spendere il loro aumento di reddito disponibile (il reddito prima delle imposte), lo accantonano”. Fitoussi dice perché sanno che in futuro le tasse riaumenteranno per pagare i debiti contratti per ridurre le tasse.
Io credo che via siano anche ragioni più profonde. Innanzitutto i prodotti che continua a proporre la società industriale, nelle società avanzate, sono venuti a noia. Nelle società in via di sviluppo saranno presto sostituiti dai prodotti generati da nuove creatività a noi aliene. In generale, non può aumentare la produzione dei manufatti attuali perché sono energeticamente assurdi e devastano la natura.

Viva le politiche economiche annunciate e desiderate … 

venerdì 25 ottobre 2013

Insensata competizione politica

di
Francesco Zanotti


Se leggete l’articolo sul Sole 24 Ore di oggi (pag. 19. Prove di ricambioa Nord del Cavaliere), vedrete che sembra una battaglia tra produttori di merendine per accaparrarsi il consenso (e gli acquisti) delle mamme.

Bellissimo nel sottotitolo: M5S in agguato. Come un new comer che approfitta della crisi di qualche competitor. I contenuti proposti (per quel poco che se ne parla) sono, ovviamente, finalizzati a raccogliere consenso. E la banalità è sconcertante. Almeno i produttori di merendine cercano di farle buone …

mercoledì 23 ottobre 2013

Antimafia e campagna elettorale PE

di
Francesco Zanotti


PE. Sì, insomma permanente ed effettiva. Non possiamo che vivere una campagna elettorale permanente ed effettiva. Ogni azione politica (proposta, approvazione di proposte etc.) non può che avere come riferimento fondamentale la battaglia elettorale prossima ventura.
Basta guardare alla elezione del Presidente della Commissione Antimafia ed alle seguenti reazioni. Azioni e reazioni che hanno come sfondo la ricerca di un vantaggio elettorale.
Ma con questo non voglio criticare i partiti perché non vogliono fare diversamente. Voglio dire che essi sono sistemicamente costretti a farlo. Se abbiamo deciso che il potere dei partiti dipende dal voto periodico degli elettori, come pensate che se lo dimentichino fino a due mesi dalle elezioni? Non sarebbe neanche giusto.

Il problema è che la democrazia rappresentativa è intrinsecamente competitiva. E la competizione non può che essere permanente ed effettiva, altrimenti è persa in partenza. Vi sono altre democrazie possibili? Certo: quella basata sulla progettualità sociale. Come è fatta? Beh il nostro blog è pieno di post che rispondono a questa domanda.

domenica 20 ottobre 2013

E questi pensano di salvare il Paese?

di
Francesco Zanotti


Uno corre sul palco come se fosse un comico. L’altro corre sul palco perché è un comico. Un terzo guarda con sdegno professorale chi non accetta di dargli ragione, come si deve ad un primo della classe. Un quarto va in giro per il mondo a farsi dire quanto è bravo, facendo irritare i primi della classe e quelli che corrono sul palco. Tutti guadagnano incommensurabilmente più della media dei cittadini a rischio praticamente zero (così pensano). Sui giornali e sui media trovate la gara a chi denuncia di più …
Proposte che non si limitino a ritoccare qualche decimale, zero

Nessuno di loro sa chi sia Alexander Wendt …

...continua

Ce ne stiamo accorgendo a colpi di crisi ricorrentesi in ogni dimensione dell'umano. E' evidente che dovunque guardiamo c'è qualcosa che, gravemente, non va: lo sviluppo economico, la povertà, il rapporto con la natura, la soddisfazione sul lavoro e le profonde esigenze di realizzare una vita degna... E allora vogliamo smetterla di denunciare il passato? Sta diventando stucchevole cercare l'ennesimo cantuccio della stanza della società industriale e scoprire ancora una volta l'accumularsi di una polvere. E' il momento di lasciar riposare per un po' la denuncia e la protesta anche perché, se siamo onesti, dobbiamo chiederci: ma noi dove eravamo in questi anni?

Vivevamo su Marte e improvvisamente siamo tornati sulla terra ed abbiamo scoperto che quegli inetti di terrestri, dopo la nostra denuncia, non aveva fatto nulla. E tocca ancora a noi risvegliare le coscienze? Certo che no! Noi abbiamo vissuto immersi in questa società. Sono anche le nostre azioni che hanno mantenuta chiusa la stanza. Lasciando accumulare e incancrenire polvere. Viene quasi da dire: l’accumularsi e l’incancrenirsi ci fa comodo perché la nostra unica competenza era il contestare. Visto che sul costruire abbiamo dato tutti pessima prova.
E non si dica che qualche potere forte, da qualche parte ha impedito che le nostre folgoranti idee liberassero la stanza dalla polvere dell’ingiustizia, del privilegio … Quelli che sembrano poteri forti lo sono solo di fronte alla nostra incapacità di costruire alternative.
Cara e vecchia società di tutti noi, dunque. Che ci ha permesso di superare secolari infelicità … Certo non tutte, certo non a tutti, certo non ugualmente, ma molto.
Cara e vecchia società dalla quale ora dobbiamo allontanarci con un pizzico di nostalgia. Portandoci dentro lo zaino che accompagna ogni viaggio tutto quello che di buono ha prodotto.
E con il passo che diventa sempre più baldanzoso a mano a mano che diventa chiaro il luogo, la nuova società verso la quale siamo diretti ..
Ma verso quale luogo vogliamo dirigerci? Quale nuova società vogliamo costruire?
Noi certo non lo sappiamo! Sappiamo solo come fare a costruirla!

Allora la nostra proposta è strana. Non abbiamo soluzioni, linee politiche, idee originali. Ma un metodo con il quale generarle.
Primo passo di questo metodo: cambiamo i linguaggi. Secondo usiamo questi nuovi linguaggi per progettare insieme .. Accidenti, mi rendo conto che mi sto avventurando in un sentiero accidentato …
Allora provo con una storiella. Pensiamo di indossare occhiali verdi e di dover dipingere una parete di un nuovo colore: il verde ci ha seccati. Ai nostri piedi abbiamo una vasta gamma di barattoli di vernice. Ma tutti i colori ci sembrano gradazioni del verde. E, così, piano piano ci sembra inutile ridipingere una stanza di un nuovo colore che potrà essere solo una gradazione di verde. Accidenti ai poteri forti che ci costringono a dipingere sempre e solo di verde …
Ma poi arriva qualcuno che ci convince che un certo barattolo contiene il rosso. Ma apparirà rosso solo quando lo stendiamo sulla parete … Così, spinti da nuova fiducia e dalla voglia di avere nuova fiducia, cominciamo a dipingere. Ma, anche dopo averlo steso sulla parete, quel colore continua ad essere l’ennesima gradazione del verde. Allora la nostra collera e massima: certo solo un grande complotto di qualche potentato molto potente ci può costringere a naufragare in un mare di verde …
Maledetti poteri forti .. .
Così attiviamo un Gruppo antiverde. Che, innanzitutto, continua ossessivamente a dimostrare che tutto è di quel verde che, oramai invece di speranza, sta a segnalare schifezza. E poi cerca di buttare via tutti i barattoli …
Cosa significa partire dai linguaggi e dal metodo per usarli?
Significa togliersi gli occhiali verdi. E riuscire così a scoprire che tutti i barattoli sono effettivamente di mille colori. Riuscendo a vedere mille colori rinasce davvero la speranza di poter dipingere diversamente la stanza. Ma non possiamo stare senza occhiali ed ogni tipo di occhiale, anche il più sofisticato, altera i colori … Anche il rosso più sfavillante sarà, poi, sempre, ideologicamente, rosso … Ed allora che fare? Impariamo a cambiare occhiali quando vogliamo vedere cose diverse. Ma, poi, come dipingiamo quella stanza? Inevitabilmente tutti insieme con occhiali diversi. Perché ognuno può portare un solo tipo di occhiali per volta. E per fare della stanza un capolavoro, sono necessari tutti i colori. Quando il dipinto a mille mani sarà finito potremmo vedere un miracolo che piacerà a tutti e che tutti potranno vederlo in modo sempre diverso. Basterà indossare gli occhiali degli altri e se ne scoprirà un bellezza diversa.
Allora il nostro programma è molto semplice. Apparirà forse banale e ininfluente: diffonderemo nuovi linguaggi ed attiveremo gruppi progettuali che li useranno per progettare i mille aspetti di una nuova società.
I linguaggi sono i modelli e le metafore che nell'ultimo secolo, provenendo sostanzialmente dalle scienze della natura, si sono aggiunti a quelli tipici della società industriale.
Il metodo con il quale li useremo sarà Sorgente Aperta …
Ma perché “balbettanti”? Perché nel progettare un nuovo mondo ci rendiamo conto che il primo esprimersi non sarà che un balbettio. E, perché “poietici”? Perché il balbettio dovrà essere fecondo. Si trasformerà certamente in storie che cominceranno ad essere vissute.
Allora anche questo manifesto è un balbettio poietico? Certamente. Speriamo di doverlo riscrivere al più presto meno balbettante e più fecondo.