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Brevemente: un certo Signor Madoff ha messo in piedi un sistema di investimenti per 50 miliardi di dollari che è fallito. Coinvolti anche investitori italiani posseduti da varie grandi banche nostrane che pare abbiano investito in questo "bell'affare" anche tutte le raccolte effettuate.
Non so se questa storia sia paradigmatica di come le banche utilizzino i nostri soldi, fatto sta che è capitata, come ne sono capitate altre, note e meno, sul fronte Wall Street, ovvero quello finanziario-speculativo.
Dal fronte opposto, le operazioni su quello che possiamo definire Main street (le aziende che hanno bisogno dell'ossigeno finanziario per campare, l'economia reale) il sistema bancario è molto più rigoroso, si è dato regole ferree, sistemi di ranking, analisi di bilancio, del sangue, tac e radiografie dell'azienda che chiede credito per evitare di incappare in situazioni di futura insolvenza e, così facendo, sta stritolando il tessuto economico in quanto la realtà delle aziende è ben più complessa degli intricati sistemi di indici che le banche hanno definito.
Ad occhio è chiaro che si tratta di un sistema di due pesi e due misure.
Facile la critica alle vituperate banche ma lo scopo di questo breve scritto è un altro. In una situazione così complessa, come quella della nostra società attuale, dimostrano i limiti sia la rigida regolamentazione alla "Basilea2" sia l'estrema liberalità dei mercati finanziari e dei loro operatori.
Stiamo assistendo ad un sistema, le banche in questo caso, che ha voluto adottare due modalità di operare diametralmente opposte, e che ha fallito in entrambi i casi.
La cronaca di sicuro ci consegnerà altre evidenze di questo tipo, e sarà mia cura evidenziarle, ma rimane il quesito di fondo: che fare? Se rigida pianificazione centralizzata, tipica dei defunti regimi comunisti, ed estremo liberismo senza regole, caratteristico del capitalismo gravemente ammalato, entrambi si sono rivelati fallaci per rispondere alle domande di benessere della società, quale strada intraprendere adesso?
Ecco un dibattito da aprire urgentemente, e che è nostra intenzione approfondire da queste pagine, a partire da punti di vista completamente diversi.
Il primo obbligo di tutti è tornare ad imparare, riprendere a studiare per conoscere nuovi punti di vista, apprendere nuovi strumenti da discipline diverse che possono fornire spunti e suggestioni nuove, che ci aiutino a costruire una visione del mondo profondamente diversa, unica strada per trovare soluzioni ai problemi di oggi.
Un primo spunto appare chiaro: le soluzioni devono emergere in virtù del contesto, mutabile con grande velocità, e devono vedere la partecipazione di tutti gli attori coinvolti, tutte le parti, nessun escluso. Rinunciamo definitivamente alle regolamentazioni centralizzate (le "Basilea2") e all'assenza totale e pervicace di qualsiasi regola (il loro opposto) per darci delle indicazioni di carattere generale che ci aiutino, volta per volta, a trovare le soluzioni giuste.
Quali sono? Come procedere? Ecco un buon inizio per un dibattito davvero diverso perché il mondo come lo conoscevamo fino a ieri è davvero finito e dobbiamo darci da fare per costruirne, pacificamente e senza attendere le "guerre purificatrici" del passato, uno nuovo.
Brevemente: un certo Signor Madoff ha messo in piedi un sistema di investimenti per 50 miliardi di dollari che è fallito. Coinvolti anche investitori italiani posseduti da varie grandi banche nostrane che pare abbiano investito in questo "bell'affare" anche tutte le raccolte effettuate.
Non so se questa storia sia paradigmatica di come le banche utilizzino i nostri soldi, fatto sta che è capitata, come ne sono capitate altre, note e meno, sul fronte Wall Street, ovvero quello finanziario-speculativo.
Dal fronte opposto, le operazioni su quello che possiamo definire Main street (le aziende che hanno bisogno dell'ossigeno finanziario per campare, l'economia reale) il sistema bancario è molto più rigoroso, si è dato regole ferree, sistemi di ranking, analisi di bilancio, del sangue, tac e radiografie dell'azienda che chiede credito per evitare di incappare in situazioni di futura insolvenza e, così facendo, sta stritolando il tessuto economico in quanto la realtà delle aziende è ben più complessa degli intricati sistemi di indici che le banche hanno definito.

Facile la critica alle vituperate banche ma lo scopo di questo breve scritto è un altro. In una situazione così complessa, come quella della nostra società attuale, dimostrano i limiti sia la rigida regolamentazione alla "Basilea2" sia l'estrema liberalità dei mercati finanziari e dei loro operatori.
Stiamo assistendo ad un sistema, le banche in questo caso, che ha voluto adottare due modalità di operare diametralmente opposte, e che ha fallito in entrambi i casi.
La cronaca di sicuro ci consegnerà altre evidenze di questo tipo, e sarà mia cura evidenziarle, ma rimane il quesito di fondo: che fare? Se rigida pianificazione centralizzata, tipica dei defunti regimi comunisti, ed estremo liberismo senza regole, caratteristico del capitalismo gravemente ammalato, entrambi si sono rivelati fallaci per rispondere alle domande di benessere della società, quale strada intraprendere adesso?
Ecco un dibattito da aprire urgentemente, e che è nostra intenzione approfondire da queste pagine, a partire da punti di vista completamente diversi.
Il primo obbligo di tutti è tornare ad imparare, riprendere a studiare per conoscere nuovi punti di vista, apprendere nuovi strumenti da discipline diverse che possono fornire spunti e suggestioni nuove, che ci aiutino a costruire una visione del mondo profondamente diversa, unica strada per trovare soluzioni ai problemi di oggi.
Un primo spunto appare chiaro: le soluzioni devono emergere in virtù del contesto, mutabile con grande velocità, e devono vedere la partecipazione di tutti gli attori coinvolti, tutte le parti, nessun escluso. Rinunciamo definitivamente alle regolamentazioni centralizzate (le "Basilea2") e all'assenza totale e pervicace di qualsiasi regola (il loro opposto) per darci delle indicazioni di carattere generale che ci aiutino, volta per volta, a trovare le soluzioni giuste.
Quali sono? Come procedere? Ecco un buon inizio per un dibattito davvero diverso perché il mondo come lo conoscevamo fino a ieri è davvero finito e dobbiamo darci da fare per costruirne, pacificamente e senza attendere le "guerre purificatrici" del passato, uno nuovo.
due pesi e due misure??? forse ma sempre un unico obiettivo "il budget" che nessuno rifiuta di perseguire perchè non dimentichiamoci che le banche, oltre che dai manager i quali dovrebbero essere chiamati a rispondere anche penalmente, sono composte da tanti uomini e donne che non si fanno scrupolo di vendere M.... pur di raggiungere gli obiettivi che portano nelle loro tasche fior di quattrini
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