domenica 20 dicembre 2015

Ragazzi e futuro

di
Francesco Zanotti

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Leggete le tre citazioni presi da temi di ragazzi pubblicati oggi su “La Lettura” del Corriere della Sera”. Se volete andate a leggerli tutti quelli scelti (da pag. 52 a pag. 55) perché la mia scelta non è per nulla esaustiva.

Paolo Inturri III H Liceo Classico “Spedalieri” Catania.
Si confronta con un ipotetico ragazzo siciliano del 1913 e conclude il suo tema scrivendo:
Ma tra me e quel ragazzo intercorrono tra le tante, due similitudini fondamentali; siano giovani e come tali spavaldi davanti al futuro, abbiamo mille sogni davanti agli occhi nonostante lo scoraggiamento e siamo italiani, che significa essere temprati al fato avverso nonostante gli scarsi mezzi per contrastarlo e che significa possedere, allo stesso tempo, un indefinito dentro che ci permette alla fine, nonostante la capacità di lamentarci di tutto e non fare niente per cambiarlo, di stupire con l’incredibile.”.

Agnese del Governatore V Liceo scientifico “Malpighi” di Bologna.
“Così rimembrando dolcemente l’anno la cui fine incombe, insieme l’uomo ricorda l’imprevisto, la novità. Lo stupore di un cambiamento che lo stagno di buio in cui si era inabissato aveva precluso; una contentezza rivelatasi maggiore di quella antica che aveva definito “la più grande”.Si scopre alunno di quell’orchestra che è il suo cuore. Crolla ogni misura, si eleva l’attesa di un avvenire d’inesauribile segreto.”.

Maria Vittoria Ripamonti classe II D istituto comprensivo “Robecchi”, scuola media “Marconi” Gambolò (Pavia).
Siamo seri e, soprattutto, siano sinceri: anche se ho solo 12 anni riesco a capire che gli atti di terrorismo ci saranno ancora … della ripresa economica sento parlare da quando sono nata, ma non arriva mai ..
Allora per fare questo tema mi dovrò arrangiare da sola … Ma come faranno quelli della mia età a far smettere le guerre …
Non so come sarà il 2016, ma so come vorrei che fosse: vorrei che quei pochi adulti seri e di buona volontà …”

Riusciremo ad essere gli adulti seri e di buona volontà che aiuteranno Maria Vittoria a crescere? Sembra proprio di no. Vigliaccamente lasceremo Maria Vittoria a cavarsela da sola.


giovedì 17 dicembre 2015

Dimentichiamo normalità e stabilità

di
Francesco Zanotti
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I commenti più comuni sull’innalzamento dei tassi USA riguardano normalità e stabilità.
Sono salutati come un ritorno a una normalità che ha come caratteristica di fondo la stabilità.
Ora, nessun sistema umano è stabile, fisso nel tempo. Lo sono solo le macchine, se si tralascia quel continuo attacco alla loro stabilità che è l’erosione.
Oggi nessun sistema umano è così “ottimo” per cui si desideri mantenerlo così come è nel tempo.
Non lo è l’economia industriale che sta producendo cose sempre meno interessanti, distruggendo la natura e mortificando l’uomo. Più in piccolo, più legato alla cronaca: vorreste stabilizzare un sistema bancario che vende bufale?
Mi si dirà: va bene, facciamo pure i cambiamenti necessari, ma quando abbiamo raggiunto una situazione ecologica, economica e finanziaria soddisfacente fermiamoci. Ecco la richiesta “fermate il mondo: voglio scendere”, non può essere soddisfatta.
Non la si può soddisfare perché tutto il mondo evolve. Evolve la nostra mente e il nostro fisico. Evolve la Natura. Evolve anche l’Universo. Evolve anche la nostra conoscenza. E generazione dopo generazione si produce nuova conoscenza e nuova arte.
Volete che noi si riesca e si desideri costruire una Società artificiale che riesce a non evolvere?

Dobbiamo accettare che la vera normalità sia l’evoluzione, non la stabilità. Non possiamo cercare stabilità economica, sociale, istituzionale, culturale e naturale. Dobbiamo imparare a convivere e guidare una evoluzione continua in tutte le dimensioni del vivere umano.

lunedì 14 dicembre 2015

La drammatica forza dell’ignoranza

di
Francesco Zanotti

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Leggo su Repubblica un titolo che mi ha fatto molto riflettere.
“La paura del premier: qualcuno vuole l’assalto giudiziario”. Ovviamente questo qualcuno è Renzi.
Le riflessioni.
E’ la stessa cosa che diceva Berlusconi: io so come salvare l’Italia. Ma me lo vogliono impedire anche per via giudiziaria.
Sto sostenendo che Renzi e Berlusconi sono uguali? No! Sto sostenendo una cosa più profonda. Sto sostenendo, innanzitutto, che, nonostante siano diversi, finiscono per recriminare allo stesso modo. Recriminano che potrebbero fare ma cercano di bloccarli in tutti i modi.
Ma perché questo accade?
E’ a questo punto che interviene la conoscenza intorno al funzionamento dei sistemi sociali.
E’ proprio il fatto di pensare di avere la soluzione ai problemi dell’Italia che è assurda. Ogni uomo può avere solo un proprio punto di vista. Governare può solo voler dire cercar tutti i punti di vista e costruirne una sintesi.
Se, invece di fare questo, i governanti pretendono che tutti gli altri si adeguino al loro punto di vista, che considerano assolutamente buono e giusto, allora si avranno reazioni di rifiuto. Se i nemici sono altrettanto assolutisti, non c’è da sorprendersi che usino tutti i mezzi per cacciarli.
La sfida è rompere ogni pretesa prometeica.

E attivare processi di progettazione sociale, invece che processi di imposizione ideologica.

mercoledì 9 dicembre 2015

Donald Trump, URSS, talebani e nazisti: diversità apparenti

di
Francesco Zanotti

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Donald Trump sta proponendo “soluzioni” molto simili a quelle che avevano attuato i talebani. I secondi avevano chiuso il loro paese ovviamente ai contatti personali (viaggi etc.) e a quel mostro dei nemici che era per loro la televisione. Trump propone di chiudere il Paese ai musulmani e di chiudere internet. Ah ci sarebbe una terza clamorosa apparente diversità che ha attuato le stesse misure: l’ex Unione Sovietica. Ricordate il muro, le difficoltà di espatrio etc. Per finire con il nazismo e quella sua parodia tragica che è stato il fascismo.
E’ importante cercare di capire come mai soluzioni simili vengono messe in atto o proposte da persone apparentemente molto diverse (i talebani, la dirigenza dell’URSS, i nazisti  e i fascisti, Donald Trump e certa opinione pubblica americana) in contesti molto diversi.
Ovviamente non c’entrano le religioni: uno è cristiano, gli altri musulmani o addirittura atei. Diversissimi dal punto di vista religioso, ma simili nelle azioni e nelle proposte. Ovviamente non c’entrano, almeno in prima battuta, la diversità apparente dei contesti sociali. Ed allora?
La spiegazione è che tutti e quattro gli attori citati condividono la stessa epistemologia: l’atteggiamento verso il mondo. Ambedue credono che la conoscenza possa essere oggettiva e il ragionare logico. Partendo da queste basi è ovvio che chi vede il mondo diversamente, chi immagina un mondo diverso sbaglia. E perché non vuole convincersi che sbaglia, allora è cattivo. Va isolato perché le sue idee sbagliate non contaminino ad esempio la gioventù.  E, poi, va “punito”. La punizione dipende, questa sì, dal contesto. In USA Trump non arriva fino alla violenza. Ma se la stessa persona vivesse in un altro contesto ci arriverebbe. Ci era arrivata alla violenza l’URSS.
“Oggettivamente” e “logicamente” sono i due avverbi che, estremizzati, generano mostri.
Che fare? Lo insegnano la matematica e la fisica. La prima insegna che il ragionare certo e completo non è possibile. La seconda insegna che quasi sempre lo sguardo sul mondo è un costruire.
La soluzione è davvero nella “Cultura”, ma a questo nome occorre dare sostanza. Il problema sta nei modelli e nelle metafore che utilizziamo. Se crediamo nell’oggettivo e nel logico nei sistemi umani, allora finiamo per diventare talebani, comunisti sovietici o Donald Trump. Occorre proporre altri modi con cui guardare il mondo e gli altri.


venerdì 4 dicembre 2015

Big Data e analytics: semplici strumenti venduti come soluzioni salvifiche

di
Francesco Zanotti

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La radice quadrata di due è un banale numero. Bene, non lo trovate in nessun archivio elettronico, non lo potete registrare in nessun archivio elettronico. Potete trovare e scrivere solo una sua approssimazione. Che è scelta da chi approssima. E’ una rappresentazione personale di qualcuno.
Generalizzando.
Ogni insieme di dati costituisce non una fotografia della realtà ma la interpretazione che ne da chi progetta come selezionarli, archiviarli e renderli accessibili. Ogni insieme di dati che stanno su di una memoria elettronica è una rappresentazione personale (o di gruppo), quindi soggettiva, della realtà.
Ogni deduzione che si fa su un insieme di dati, non ripercorre le dinamiche della realtà. Costituisce una simulazione soggettiva della dinamiche della realtà. Si tratta sempre di una semplificazione lineare della dinamiche realtà.
Ogni scelta su come rappresentare la realtà e le sue dinamiche dipende dalle risorse cognitive di chi la realizza, dal momento in cui la realizza, dal contesto in cui la realizza.
Arriviamo al governo dei sistemi umani.
E’ falso dire che Big Data e analytics prenderanno decisioni. Le prenderanno chi li costruisce. Spesso inconsapevoli del fatto che non stanno descrivendo la realtà e le sue dinamiche, ma solo la propria interpretazioni delle stesse.
Per fortuna chi governa sistemi umani (lo stesso discorso non vale per le macchine) non prende decisioni ma immagina storie.
Big Data e Analitycs sono solo strumenti per scrivere storie collettive più intense che si vogliono vivere collettivamente.
Allora il problema è come fanno gli esseri umani a scrivere storie collettive e realizzarle. Il problema del problema è che non lo sappiamo.


mercoledì 2 dicembre 2015

I “non eletti” Giudici della Corte Costituzionale e l’ambiente

di
Francesco Zanotti

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Sarà un post lapidario.
Ma se un Parlamento non riesce a nominare tre Giudici della Corte Costituzionale, come potrà costruire un Progetto di Sviluppo del nostro Sistema Paese?
Generalizzando, se 150 Capi di Stato e di Governo non riescono ad accordarsi per non fare aumentare troppo la temperatura del Pianeta, come faranno a progettare Società che non prendano a pugni l’uomo e la Natura?

La riposta tocca alle nuove generazioni. Non certo ai finti giovani che fanno parte di classi dirigenti così inette.

...continua

Ce ne stiamo accorgendo a colpi di crisi ricorrentesi in ogni dimensione dell'umano. E' evidente che dovunque guardiamo c'è qualcosa che, gravemente, non va: lo sviluppo economico, la povertà, il rapporto con la natura, la soddisfazione sul lavoro e le profonde esigenze di realizzare una vita degna... E allora vogliamo smetterla di denunciare il passato? Sta diventando stucchevole cercare l'ennesimo cantuccio della stanza della società industriale e scoprire ancora una volta l'accumularsi di una polvere. E' il momento di lasciar riposare per un po' la denuncia e la protesta anche perché, se siamo onesti, dobbiamo chiederci: ma noi dove eravamo in questi anni?

Vivevamo su Marte e improvvisamente siamo tornati sulla terra ed abbiamo scoperto che quegli inetti di terrestri, dopo la nostra denuncia, non aveva fatto nulla. E tocca ancora a noi risvegliare le coscienze? Certo che no! Noi abbiamo vissuto immersi in questa società. Sono anche le nostre azioni che hanno mantenuta chiusa la stanza. Lasciando accumulare e incancrenire polvere. Viene quasi da dire: l’accumularsi e l’incancrenirsi ci fa comodo perché la nostra unica competenza era il contestare. Visto che sul costruire abbiamo dato tutti pessima prova.
E non si dica che qualche potere forte, da qualche parte ha impedito che le nostre folgoranti idee liberassero la stanza dalla polvere dell’ingiustizia, del privilegio … Quelli che sembrano poteri forti lo sono solo di fronte alla nostra incapacità di costruire alternative.
Cara e vecchia società di tutti noi, dunque. Che ci ha permesso di superare secolari infelicità … Certo non tutte, certo non a tutti, certo non ugualmente, ma molto.
Cara e vecchia società dalla quale ora dobbiamo allontanarci con un pizzico di nostalgia. Portandoci dentro lo zaino che accompagna ogni viaggio tutto quello che di buono ha prodotto.
E con il passo che diventa sempre più baldanzoso a mano a mano che diventa chiaro il luogo, la nuova società verso la quale siamo diretti ..
Ma verso quale luogo vogliamo dirigerci? Quale nuova società vogliamo costruire?
Noi certo non lo sappiamo! Sappiamo solo come fare a costruirla!

Allora la nostra proposta è strana. Non abbiamo soluzioni, linee politiche, idee originali. Ma un metodo con il quale generarle.
Primo passo di questo metodo: cambiamo i linguaggi. Secondo usiamo questi nuovi linguaggi per progettare insieme .. Accidenti, mi rendo conto che mi sto avventurando in un sentiero accidentato …
Allora provo con una storiella. Pensiamo di indossare occhiali verdi e di dover dipingere una parete di un nuovo colore: il verde ci ha seccati. Ai nostri piedi abbiamo una vasta gamma di barattoli di vernice. Ma tutti i colori ci sembrano gradazioni del verde. E, così, piano piano ci sembra inutile ridipingere una stanza di un nuovo colore che potrà essere solo una gradazione di verde. Accidenti ai poteri forti che ci costringono a dipingere sempre e solo di verde …
Ma poi arriva qualcuno che ci convince che un certo barattolo contiene il rosso. Ma apparirà rosso solo quando lo stendiamo sulla parete … Così, spinti da nuova fiducia e dalla voglia di avere nuova fiducia, cominciamo a dipingere. Ma, anche dopo averlo steso sulla parete, quel colore continua ad essere l’ennesima gradazione del verde. Allora la nostra collera e massima: certo solo un grande complotto di qualche potentato molto potente ci può costringere a naufragare in un mare di verde …
Maledetti poteri forti .. .
Così attiviamo un Gruppo antiverde. Che, innanzitutto, continua ossessivamente a dimostrare che tutto è di quel verde che, oramai invece di speranza, sta a segnalare schifezza. E poi cerca di buttare via tutti i barattoli …
Cosa significa partire dai linguaggi e dal metodo per usarli?
Significa togliersi gli occhiali verdi. E riuscire così a scoprire che tutti i barattoli sono effettivamente di mille colori. Riuscendo a vedere mille colori rinasce davvero la speranza di poter dipingere diversamente la stanza. Ma non possiamo stare senza occhiali ed ogni tipo di occhiale, anche il più sofisticato, altera i colori … Anche il rosso più sfavillante sarà, poi, sempre, ideologicamente, rosso … Ed allora che fare? Impariamo a cambiare occhiali quando vogliamo vedere cose diverse. Ma, poi, come dipingiamo quella stanza? Inevitabilmente tutti insieme con occhiali diversi. Perché ognuno può portare un solo tipo di occhiali per volta. E per fare della stanza un capolavoro, sono necessari tutti i colori. Quando il dipinto a mille mani sarà finito potremmo vedere un miracolo che piacerà a tutti e che tutti potranno vederlo in modo sempre diverso. Basterà indossare gli occhiali degli altri e se ne scoprirà un bellezza diversa.
Allora il nostro programma è molto semplice. Apparirà forse banale e ininfluente: diffonderemo nuovi linguaggi ed attiveremo gruppi progettuali che li useranno per progettare i mille aspetti di una nuova società.
I linguaggi sono i modelli e le metafore che nell'ultimo secolo, provenendo sostanzialmente dalle scienze della natura, si sono aggiunti a quelli tipici della società industriale.
Il metodo con il quale li useremo sarà Sorgente Aperta …
Ma perché “balbettanti”? Perché nel progettare un nuovo mondo ci rendiamo conto che il primo esprimersi non sarà che un balbettio. E, perché “poietici”? Perché il balbettio dovrà essere fecondo. Si trasformerà certamente in storie che cominceranno ad essere vissute.
Allora anche questo manifesto è un balbettio poietico? Certamente. Speriamo di doverlo riscrivere al più presto meno balbettante e più fecondo.