di Cesare Sacerdoti
c.sacerdoti@cse-crescendo.com
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Seguirà un Commento di Francesco Zanotti che aggiunge la nostra visione della crisi che è altrettanto alternativa a quella di Ostellino, e non è ad essa contrapposta, ma complementare.

Con il liberismo invece il bene comune è prodotto inconsapevolmente, sottolineando inconsapevolmente: perché ciascuno cerca la propria idea di felicità e tutti insieme costruiscono la società. Il profitto, tanto vituperato dalla Chiesa cattolica, ci ha dato la libertà, permettendoci di scegliere le professioni, uno stile di vita ecc.
Monti non ce la farà perché siamo ancora nella mentalità del novecento, stiamo ancora seguendo un ideale platonico della civiltà perfetta; ci siamo costruiti un modello sociale tipo Keynesiano (che avrebbe dovuto risolvere la crisi del 29, che in realtà fu risolta con una guerra).
Monti, che è un misto tra cattolico liberale e cattolico solidarista, dovrebbe smontare un apparato politico saciale troppo radicato.
Inoltre il governo tecnico dovrà chiedere l'approvazione del Parlamento che, a sua volta, è costituito su un modello di tipo costruttivista e che in realtà non vuole cambiare. La nostra Costituzione è frutto di un compromesso tra la visione di alcuni liberali, di alcuni cattolici e di una maggioranza socialista-comunista e questo ne costituisce il limite: per esempio dire che l'Italia è una democrazia fondata sul lavoro (anziché sul diritto, valori eccetera) è come dire che è fondata su una merce, perché oggi il lavoro è da considerare tale e dire che il lavoro è un diritto è un ossimoro in una civiltà di mercato, a cui si è ovviato con il costruttivismo.
Monti non ce la farà perché avevamo un governo (di cui Ostellino dichiara di non essere mai stato un sostenitore) eletto dal popolo e che aveva presentato la legge di stabilità su cui ha ottenuto la maggioranza e quindi avrebbe avuto il diritto e il dovere di farla applicare, sotto il controllo del Parlamento. E invece si è dimesso per una serie di ragioni non chiare e di pressioni di vario genere. Prima o poi la faranno pagare a Monti per farla pagare a Napolitano.
Monti metterà sì un tampone alla crisi finanziaria, troverà un compromesso con Francia e Germania, ma se non si cambia la struttura dello Stato, il buco si ricostituirà.
Cosa siano le riforme strutturali nessuno lo sa. Uno Stato eccessivamente costoso diventa opprimente. Dobbiamo allora smettere di pensare che lo Stato fa il bene dei cittadini perché lo Stato fa il suo mestiere: se il biglietto dell'autobus costa poco, i cittadini lo pagano con la fiscalità, mentre la nostra cultura ci fa credere che questo sia socialità. In Inghilterra le rette universitarie sono state aumentate fino a un livello che copre i costi di funzionamento, garantendo però borse di studio per i meno abbienti. In Italia invece si arriva all'assurdo che i meno abbienti paghino, con le tasse, il costo di un’università a cui accederanno i figli dei benestanti pagando un basso prezzo.
La cultura del novecento ci ha ingannato.
Noi liberali abbiamo per troppo tempo sofferto di un complesso di inferiorità nei confronti del socialismo che sembrava dare le giuste risposte ai problemi sociali, cedendo in parte le loro idee, da cui è nato il nostro Stato e la nostra costituzione nella quale per esempio viene dichiarato che la proprietà privata deve sottostare all'utilità sociale…”.
Francesco Zanotti
Anche io ho scritto sul Blog il mio scetticismo sul successo di Mario Monti per ragioni diverse da quelle citate da Ostellino.
Esse attengono alla conoscenza ed alla speranza. Serve una conoscenza nuova per capire il “funzionamento” dei sistemi umani. Serve tornare alla speranza di costruire un nuovo mondo. Il Prof. Monti ha parole di serietà e di rigore, non parole di conoscenza e speranza. Noi continuiamo a credere che una vera azione di sviluppo possa partire solo dal riaccendersi di una nuova imprenditorialità (una nuova voglia e capacità di costruire mondi) economica, sociale, politica, istituzionale e culturale. Per riaccendere una nuova e profonda imprenditorialità di popolo, abbiamo immaginato un Expo della conoscenza e abbiamo costituito un’Associazione per realizzarlo. Il lettore del blog potrà trovare il Manifesto dell’Associazione sul blog.
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