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giovedì 13 ottobre 2016

Incoscienti!

di
Francesco Zanotti

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E’ possibile che coloro che hanno il potere di gettare sul mondo migliaia di bombe all’idrogeno stiano a provocarsi e a litigare sui media come ragazzini?

I media non dovrebbero dare spazio e a due ragazzini incoscienti …
Non c’è altro modo per descrivere il comportamento di Obama e Putin. Aggiungeteci pure gli altri leader e ne viene fuori l’asilo Mariuccia. Peccato che le dita di questi incoscienti infanti possano premere bottoni capaci di scatenare una catastrofe nucleare.
Non si parli di equilibrio geo-politico. E’ solo una metafora di chi non sa andare oltre nel capire rapporti tra persone e nazioni. “The imagined economy of globalization” è un libro (certo, su questo blog non propongo solipsistiche idee della mia mente, ma i risultati delle riflessioni dei più autorevoli esperti internazionali) si sostiene che un fenomeno sociale è il prodotto delle storie che si scrivono su di esso. E’ una profezia che si autoavvera. Così è per il tema dell’equilibrio geopolitico. A furia di parlare diventa sempre più l’unico pensiero possibile. Ma non pensate che sia veramente così.
E’ necessario trovare altre modalità di lettura, costruire altre descrizioni del rapporto tra persone e nazioni.
Ad esempio, invece degli equilibri geopolitici, si inizia a discutere della società che si vuole costruire.

Per riuscirci? Che Obama inviti a cena Putin, che la cena sia preparata dalle loro mogli, che alla cena partecipino figlie e amici … Che riscoprano umanità invece di paludarsi di presunzione nel difendere presunte offese alla loro dignità da lavare in un olocausto nucleare.

martedì 12 luglio 2016

Invece di contenere l’aggressività russa …

di
Francesco Zanotti
Presidente ApEC
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Domenica 10 luglio sul Sole 24 Ore Vittorio Emanuele Parsi parla delle decisioni prese nell’ultimo vertice Nato ed elogia il dislocamento di truppe verso est per lanciare un messaggio forte alla aggressività di Putin.
Vorrei porre la questione del rapporto con la Russia in tutt’altri termini. Più profondi e, quindi, più completi.
In particolare il rapporto tra Italia e Russia.
Guardate alla filosofia italiana e russa. Ambedue si pongono come altro rispetto alla tradizione moderna di isolare il pensiero dalla vita. Ambedue le filosofie parlano di pensiero incarnato. Sono tentativo di superamento (più tragicamente il pensiero russo) del limiti del pensiero lineare e specialistico della modernità.
Allora, invece di dislocare truppe, si dislochino riflessioni e ricerche su come le profonde intuizioni di due popoli possano contribuire allo ascrivere del futuro del mondo.
Per chi volesse approfondire:
Roberto Esposito. Il pensiero vivente. Einaudi

Chiara Cantelli. La filosofia russa. In Filosofie nel mondo. Bompiani

sabato 15 novembre 2014

Un G-Tutti della conoscenza e … AIRS

di
Francesco Zanotti


Putin vuole fare un G7 alternativo: I 4 BRIC più Turchia, Messico e Indonesia.. in contrapposizione col G7 di Europa e Stati Uniti. Al di là della preoccupazione per una situazione internazionale che vede ancora in primo piano navi ed aerei da guerra insisto nel dire che il problema è che non riusiamo a staccarci dalla società “delle cose e basta” (la società industriale) e iniziare a costruire una società della conoscenza che non è certamente solo la società del software …
Beh ... qualcuno inizia a darsi da fare, oltre all’APEC
Voglio anche informare di un Evento che si svolgerà senza clamore mediatico, ma che è l’episodio della storia di una Società che ha prodotto e continua a produrre una conoscenza rilevante e misconosciuta.
Si tratta del Sesto Congresso Nazionale di Sistemica che si terrà a Roma (21 e 22 novembre), organizzato dalla AIRS (Associazione Italiana per la Ricerca sui Sistemi) e dal titolo “Verso una sistemica post-Bertalanffy”. Il Chairman del Congresso sarà il prof. Gianfranco Minati
Andrò a questo Congresso e proverò a raccontare quale conoscenza rilevante è stata presentata e che potrebbe essere utile per la comprensione dei processi di evoluzione e di governo dei sistemi umani.
Un altro episodio di un nascente G-Tutti della conoscenza.


martedì 11 novembre 2014

Potere … de che?

di
Francesco Zanotti


In prima pagina sul Corriere di oggi appare una foto di Obama e Putin ed il titolo è: il dialogo difficile tra i potenti.
Mi sono chiesto in cosa consista il potere di questi signori. 
La riposta che mi sono dato è: hanno solo il potere di distruggere. 
Hanno solo un potere di morte. Anche globale, se continuano a fregarsene dell’ambiente e ricominciano a giochicchiare con caccia e bombardieri.
Non hanno il potere di costruire un futuro etico ed estetico.

Il potere di costruire un futuro etico ed estetico è nelle mai di noi, pellegrini del quotidiano. E’ la nostra arma principale, infallibile e irrefrenabile, è la conoscenza.

domenica 2 marzo 2014

Guerra: tragedia primitiva

di
Francesco Zanotti


E’ le primitività del pensare che genera la guerra. Mettete insieme poveri pensieri che diventano ideologie, una voglia di autorealizzazione fisica (perché una più nobile non la si pensa possibile) ed ottenete la guerra. Cioè la distruzione dell’Uomo.
Sul giornale di oggi c’è la foto di Putin (un signore di più di sessant'anni) su di una moto insieme ad un guerrigliero suo amico. Ricordate le foto di Mussolini alla battaglia del grano? Non a caso si chiamava battaglia. Primitività di pensieri, mito dell’uomo forte … E la guerra come risultato.

Non si parli di interessi concreti. Quelli si raggiungono molto meglio con la cooperazione, in un mondo così interdipendente. Ma la cooperazione richiede pensieri alti e saggi.

...continua

Ce ne stiamo accorgendo a colpi di crisi ricorrentesi in ogni dimensione dell'umano. E' evidente che dovunque guardiamo c'è qualcosa che, gravemente, non va: lo sviluppo economico, la povertà, il rapporto con la natura, la soddisfazione sul lavoro e le profonde esigenze di realizzare una vita degna... E allora vogliamo smetterla di denunciare il passato? Sta diventando stucchevole cercare l'ennesimo cantuccio della stanza della società industriale e scoprire ancora una volta l'accumularsi di una polvere. E' il momento di lasciar riposare per un po' la denuncia e la protesta anche perché, se siamo onesti, dobbiamo chiederci: ma noi dove eravamo in questi anni?

Vivevamo su Marte e improvvisamente siamo tornati sulla terra ed abbiamo scoperto che quegli inetti di terrestri, dopo la nostra denuncia, non aveva fatto nulla. E tocca ancora a noi risvegliare le coscienze? Certo che no! Noi abbiamo vissuto immersi in questa società. Sono anche le nostre azioni che hanno mantenuta chiusa la stanza. Lasciando accumulare e incancrenire polvere. Viene quasi da dire: l’accumularsi e l’incancrenirsi ci fa comodo perché la nostra unica competenza era il contestare. Visto che sul costruire abbiamo dato tutti pessima prova.
E non si dica che qualche potere forte, da qualche parte ha impedito che le nostre folgoranti idee liberassero la stanza dalla polvere dell’ingiustizia, del privilegio … Quelli che sembrano poteri forti lo sono solo di fronte alla nostra incapacità di costruire alternative.
Cara e vecchia società di tutti noi, dunque. Che ci ha permesso di superare secolari infelicità … Certo non tutte, certo non a tutti, certo non ugualmente, ma molto.
Cara e vecchia società dalla quale ora dobbiamo allontanarci con un pizzico di nostalgia. Portandoci dentro lo zaino che accompagna ogni viaggio tutto quello che di buono ha prodotto.
E con il passo che diventa sempre più baldanzoso a mano a mano che diventa chiaro il luogo, la nuova società verso la quale siamo diretti ..
Ma verso quale luogo vogliamo dirigerci? Quale nuova società vogliamo costruire?
Noi certo non lo sappiamo! Sappiamo solo come fare a costruirla!

Allora la nostra proposta è strana. Non abbiamo soluzioni, linee politiche, idee originali. Ma un metodo con il quale generarle.
Primo passo di questo metodo: cambiamo i linguaggi. Secondo usiamo questi nuovi linguaggi per progettare insieme .. Accidenti, mi rendo conto che mi sto avventurando in un sentiero accidentato …
Allora provo con una storiella. Pensiamo di indossare occhiali verdi e di dover dipingere una parete di un nuovo colore: il verde ci ha seccati. Ai nostri piedi abbiamo una vasta gamma di barattoli di vernice. Ma tutti i colori ci sembrano gradazioni del verde. E, così, piano piano ci sembra inutile ridipingere una stanza di un nuovo colore che potrà essere solo una gradazione di verde. Accidenti ai poteri forti che ci costringono a dipingere sempre e solo di verde …
Ma poi arriva qualcuno che ci convince che un certo barattolo contiene il rosso. Ma apparirà rosso solo quando lo stendiamo sulla parete … Così, spinti da nuova fiducia e dalla voglia di avere nuova fiducia, cominciamo a dipingere. Ma, anche dopo averlo steso sulla parete, quel colore continua ad essere l’ennesima gradazione del verde. Allora la nostra collera e massima: certo solo un grande complotto di qualche potentato molto potente ci può costringere a naufragare in un mare di verde …
Maledetti poteri forti .. .
Così attiviamo un Gruppo antiverde. Che, innanzitutto, continua ossessivamente a dimostrare che tutto è di quel verde che, oramai invece di speranza, sta a segnalare schifezza. E poi cerca di buttare via tutti i barattoli …
Cosa significa partire dai linguaggi e dal metodo per usarli?
Significa togliersi gli occhiali verdi. E riuscire così a scoprire che tutti i barattoli sono effettivamente di mille colori. Riuscendo a vedere mille colori rinasce davvero la speranza di poter dipingere diversamente la stanza. Ma non possiamo stare senza occhiali ed ogni tipo di occhiale, anche il più sofisticato, altera i colori … Anche il rosso più sfavillante sarà, poi, sempre, ideologicamente, rosso … Ed allora che fare? Impariamo a cambiare occhiali quando vogliamo vedere cose diverse. Ma, poi, come dipingiamo quella stanza? Inevitabilmente tutti insieme con occhiali diversi. Perché ognuno può portare un solo tipo di occhiali per volta. E per fare della stanza un capolavoro, sono necessari tutti i colori. Quando il dipinto a mille mani sarà finito potremmo vedere un miracolo che piacerà a tutti e che tutti potranno vederlo in modo sempre diverso. Basterà indossare gli occhiali degli altri e se ne scoprirà un bellezza diversa.
Allora il nostro programma è molto semplice. Apparirà forse banale e ininfluente: diffonderemo nuovi linguaggi ed attiveremo gruppi progettuali che li useranno per progettare i mille aspetti di una nuova società.
I linguaggi sono i modelli e le metafore che nell'ultimo secolo, provenendo sostanzialmente dalle scienze della natura, si sono aggiunti a quelli tipici della società industriale.
Il metodo con il quale li useremo sarà Sorgente Aperta …
Ma perché “balbettanti”? Perché nel progettare un nuovo mondo ci rendiamo conto che il primo esprimersi non sarà che un balbettio. E, perché “poietici”? Perché il balbettio dovrà essere fecondo. Si trasformerà certamente in storie che cominceranno ad essere vissute.
Allora anche questo manifesto è un balbettio poietico? Certamente. Speriamo di doverlo riscrivere al più presto meno balbettante e più fecondo.