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domenica 11 dicembre 2016

Il bilancio del Governo Renzi. E domani?

di
Francesco Zanotti

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Lo sintetizza Luca Ricolfi sul Sole 24 Ore di oggi: si è aumentato un po’ il debito per dare qualche mancia a destra e a manca …

Si è cercato di dare un po’ di ossigeno a famiglie e imprese a spese del debito pubblico che è aumentato di circa 100 mld. Il tutto favorito da un abbassamento del costo del debito.

venerdì 26 febbraio 2016

Italia, il Paese più “onorabile” della UE

di
Francesco Zanotti
Presidente ApEC

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Parola di tedeschi.
Stamattina Marco Fortis (a cui non si possono non fare i complimenti per la capacità di scovare e commentare conoscenze nascoste, ma rilevantissime) sul Sole 24 Ore ci informa che un “Think Tank” tedesco liberista (quindi contrario al debito pubblico) ha stimato una classifica sul debito pubblico “complessivo” dei Paese UE. Questo debito complessivo è dato dal debito pubblico “esplicito”, cioè quello di cui si parla normalmente, più quello “implicito”, cioè quello che verrà generato nel futuro, ma di cui già oggi si è certi (costi pensionistici, della sanità, generati dall’invecchiamento della popolazione).
Ora il debito pubblico complessivo italiano è il più basso della UE: 57% sul PIL. La Germania è solo al settimo posto e con un dato che dovrebbe preoccupare: 149% del PIL. Gli altri Stati Fondatori stanno ancora peggio. La Francia ad esempio è al 291% del PIL.
Fortis cita (ridicolizzandola) una possibile obiezione. ”Ma ai mercati interessa il debito di oggi e non quello futuro”. Essa è così cretina che non andrebbe neanche menzionata se non fosse rivelatrice del pericolo che costituiscono quelli che erano considerati i “Masters of the Universe” della finanza: il fatto che non capiscono che il debito non viene ripagato oggi, ma domani. E se al debito attuale se ne aggiungerà certamente un altro, quello attuale diventa di più difficile pagamento. Insistendo: questi signori non sono tanto pericolosi perché “rapaci”, ma perché ignoranti. Gli stupidi di Cipolla.
Ma torno al tema principale. E banalmente mi allineo alle posizioni di Fortis. Ma perché ci facciamo continuamente bacchettare quando siamo i primi della classe in “economia Pubblica” da coloro che stanno molto peggio di noi?
Provo però una risposta: perché i nostri Governanti ignorano queste cose. Ed è una risposta grave.


martedì 28 aprile 2015

I derivati: ovvero come giocarsi contro

di
Francesco Zanotti


Abbiamo fatto dei derivati per proteggerci dall'innalzamento dei tassi. Come tutti sanno i derivati sono contratti stipulati con qualcuno (elettivamente una banca) che contengono una scommessa. In questo caso la scommessa è stata: noi (Il Ministero, la dott.ssa Cannata) abbiamo scommesso che i tassi sarebbero continuamente saliti.
Invece non sono saliti e la scommessa è stata persa. Quindi paghiamo pegno.
Prima osservazione: quando la piantiamo con il pensiero lineare per cui se si sta manifestando un trend, questo si manifesterà anche nel futuro?
Mai a quanto sembra.
Ma andiamo avanti perché c’è di peggio.
Ora dobbiamo sperare (così dice Maria Cannata oggi sul Corriere) che crescano i tassi. Tanto da farci vincere la scommessa.
E’ una assurdità. Significa che, per non perdere sui derivati, cioè per non dover ammettere che fare i derivati è stata una solenne sciocchezza, speriamo di pagare di più il debito pubblico. Soprattutto speriamo che pagheranno di più (molto di più) i prestiti tutte le nostre imprese …

In sintesi: abbiamo scommesso davvero contro noi stessi. E continuiamo a farlo per non ammettere di aver fatto una sciocchezza.

domenica 1 luglio 2012

Marco Fortis: vox clamans in deserto …

di
Francesco Zanotti

Mi riferisco all’articolo di Marco Fortis pubblicato sul Sole 24 Ore di domenica 1°Luglio 2012. Ma ne ricordo molti altri …
Poi, scelgo qualche dato significativo: fior da fiore. Vent’anni fa il debito pubblico tedesco era meno della metà di quello italiano, ora è più alto. Le famiglie italiane sono molto più ricche (anche solo in termini finanziari) delle tedesche e se si facesse una patrimoniale per ridurre il debito al 60% del PIl le famiglie italiane sarebbero ancora più ricche di quelle tedesche.
Quindi che senso ha la differenza di tasso tra titoli italiani e tedeschi?
Marco Fortis suggerisce che abbiamo una grande problema di comunicazione. Ovvio che sì! Ma perché ce l’abbiamo? Perché accettiamo che a costruire l’immagine prevalente della realtà sia una cultura economica del tutto insensata. Una cultura economica che cerca di chiamarsi scienza e cerca di scimmiottare la fisica classica quando la stessa fisica ha ridimensionato le pretese di “fornitrice di verità” alla fisica classica. L’ha declassata (o valorizzata’) a modello di alcune specifiche “fette” di realtà.
Per cambiare l’immagine “mainstream” della realtà dobbiamo cambiare la cultura che la genera. Questo cambiamento culturale, se di successo, comporterebbe un risparmio di interesse di decine di miliardi. Molto più che la più drastica spending review.

...continua

Ce ne stiamo accorgendo a colpi di crisi ricorrentesi in ogni dimensione dell'umano. E' evidente che dovunque guardiamo c'è qualcosa che, gravemente, non va: lo sviluppo economico, la povertà, il rapporto con la natura, la soddisfazione sul lavoro e le profonde esigenze di realizzare una vita degna... E allora vogliamo smetterla di denunciare il passato? Sta diventando stucchevole cercare l'ennesimo cantuccio della stanza della società industriale e scoprire ancora una volta l'accumularsi di una polvere. E' il momento di lasciar riposare per un po' la denuncia e la protesta anche perché, se siamo onesti, dobbiamo chiederci: ma noi dove eravamo in questi anni?

Vivevamo su Marte e improvvisamente siamo tornati sulla terra ed abbiamo scoperto che quegli inetti di terrestri, dopo la nostra denuncia, non aveva fatto nulla. E tocca ancora a noi risvegliare le coscienze? Certo che no! Noi abbiamo vissuto immersi in questa società. Sono anche le nostre azioni che hanno mantenuta chiusa la stanza. Lasciando accumulare e incancrenire polvere. Viene quasi da dire: l’accumularsi e l’incancrenirsi ci fa comodo perché la nostra unica competenza era il contestare. Visto che sul costruire abbiamo dato tutti pessima prova.
E non si dica che qualche potere forte, da qualche parte ha impedito che le nostre folgoranti idee liberassero la stanza dalla polvere dell’ingiustizia, del privilegio … Quelli che sembrano poteri forti lo sono solo di fronte alla nostra incapacità di costruire alternative.
Cara e vecchia società di tutti noi, dunque. Che ci ha permesso di superare secolari infelicità … Certo non tutte, certo non a tutti, certo non ugualmente, ma molto.
Cara e vecchia società dalla quale ora dobbiamo allontanarci con un pizzico di nostalgia. Portandoci dentro lo zaino che accompagna ogni viaggio tutto quello che di buono ha prodotto.
E con il passo che diventa sempre più baldanzoso a mano a mano che diventa chiaro il luogo, la nuova società verso la quale siamo diretti ..
Ma verso quale luogo vogliamo dirigerci? Quale nuova società vogliamo costruire?
Noi certo non lo sappiamo! Sappiamo solo come fare a costruirla!

Allora la nostra proposta è strana. Non abbiamo soluzioni, linee politiche, idee originali. Ma un metodo con il quale generarle.
Primo passo di questo metodo: cambiamo i linguaggi. Secondo usiamo questi nuovi linguaggi per progettare insieme .. Accidenti, mi rendo conto che mi sto avventurando in un sentiero accidentato …
Allora provo con una storiella. Pensiamo di indossare occhiali verdi e di dover dipingere una parete di un nuovo colore: il verde ci ha seccati. Ai nostri piedi abbiamo una vasta gamma di barattoli di vernice. Ma tutti i colori ci sembrano gradazioni del verde. E, così, piano piano ci sembra inutile ridipingere una stanza di un nuovo colore che potrà essere solo una gradazione di verde. Accidenti ai poteri forti che ci costringono a dipingere sempre e solo di verde …
Ma poi arriva qualcuno che ci convince che un certo barattolo contiene il rosso. Ma apparirà rosso solo quando lo stendiamo sulla parete … Così, spinti da nuova fiducia e dalla voglia di avere nuova fiducia, cominciamo a dipingere. Ma, anche dopo averlo steso sulla parete, quel colore continua ad essere l’ennesima gradazione del verde. Allora la nostra collera e massima: certo solo un grande complotto di qualche potentato molto potente ci può costringere a naufragare in un mare di verde …
Maledetti poteri forti .. .
Così attiviamo un Gruppo antiverde. Che, innanzitutto, continua ossessivamente a dimostrare che tutto è di quel verde che, oramai invece di speranza, sta a segnalare schifezza. E poi cerca di buttare via tutti i barattoli …
Cosa significa partire dai linguaggi e dal metodo per usarli?
Significa togliersi gli occhiali verdi. E riuscire così a scoprire che tutti i barattoli sono effettivamente di mille colori. Riuscendo a vedere mille colori rinasce davvero la speranza di poter dipingere diversamente la stanza. Ma non possiamo stare senza occhiali ed ogni tipo di occhiale, anche il più sofisticato, altera i colori … Anche il rosso più sfavillante sarà, poi, sempre, ideologicamente, rosso … Ed allora che fare? Impariamo a cambiare occhiali quando vogliamo vedere cose diverse. Ma, poi, come dipingiamo quella stanza? Inevitabilmente tutti insieme con occhiali diversi. Perché ognuno può portare un solo tipo di occhiali per volta. E per fare della stanza un capolavoro, sono necessari tutti i colori. Quando il dipinto a mille mani sarà finito potremmo vedere un miracolo che piacerà a tutti e che tutti potranno vederlo in modo sempre diverso. Basterà indossare gli occhiali degli altri e se ne scoprirà un bellezza diversa.
Allora il nostro programma è molto semplice. Apparirà forse banale e ininfluente: diffonderemo nuovi linguaggi ed attiveremo gruppi progettuali che li useranno per progettare i mille aspetti di una nuova società.
I linguaggi sono i modelli e le metafore che nell'ultimo secolo, provenendo sostanzialmente dalle scienze della natura, si sono aggiunti a quelli tipici della società industriale.
Il metodo con il quale li useremo sarà Sorgente Aperta …
Ma perché “balbettanti”? Perché nel progettare un nuovo mondo ci rendiamo conto che il primo esprimersi non sarà che un balbettio. E, perché “poietici”? Perché il balbettio dovrà essere fecondo. Si trasformerà certamente in storie che cominceranno ad essere vissute.
Allora anche questo manifesto è un balbettio poietico? Certamente. Speriamo di doverlo riscrivere al più presto meno balbettante e più fecondo.