venerdì 4 dicembre 2015

Big Data e analytics: semplici strumenti venduti come soluzioni salvifiche

di
Francesco Zanotti

Risultati immagini per big data

La radice quadrata di due è un banale numero. Bene, non lo trovate in nessun archivio elettronico, non lo potete registrare in nessun archivio elettronico. Potete trovare e scrivere solo una sua approssimazione. Che è scelta da chi approssima. E’ una rappresentazione personale di qualcuno.
Generalizzando.
Ogni insieme di dati costituisce non una fotografia della realtà ma la interpretazione che ne da chi progetta come selezionarli, archiviarli e renderli accessibili. Ogni insieme di dati che stanno su di una memoria elettronica è una rappresentazione personale (o di gruppo), quindi soggettiva, della realtà.
Ogni deduzione che si fa su un insieme di dati, non ripercorre le dinamiche della realtà. Costituisce una simulazione soggettiva della dinamiche della realtà. Si tratta sempre di una semplificazione lineare della dinamiche realtà.
Ogni scelta su come rappresentare la realtà e le sue dinamiche dipende dalle risorse cognitive di chi la realizza, dal momento in cui la realizza, dal contesto in cui la realizza.
Arriviamo al governo dei sistemi umani.
E’ falso dire che Big Data e analytics prenderanno decisioni. Le prenderanno chi li costruisce. Spesso inconsapevoli del fatto che non stanno descrivendo la realtà e le sue dinamiche, ma solo la propria interpretazioni delle stesse.
Per fortuna chi governa sistemi umani (lo stesso discorso non vale per le macchine) non prende decisioni ma immagina storie.
Big Data e Analitycs sono solo strumenti per scrivere storie collettive più intense che si vogliono vivere collettivamente.
Allora il problema è come fanno gli esseri umani a scrivere storie collettive e realizzarle. Il problema del problema è che non lo sappiamo.


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